La ballerina cosmicamusiche di Claude Debussy

Età consigliate:
Da 4 a 8 anni
Periodo scolastico:
Scuole dell'infanzia
Scuole primarie - primo ciclo
Ispirato a: Dal libro di Linda Ferri “La ballerina cosmica”, Salani Editore 2013
compagnia: Bologna Festival/La Baracca - Testoni Ragazzi
regia: Valeria Frabetti
cast: Giulia Berti e Fabio Galanti
luci: Luciano Cendou
musica: Pianoforte: Pina Coni
costumi: Tanja Eick
Scenografie: Immagini scenografiche di Fabio Galanti, Enrico Montalbani, Alex Bertacchi
altre info: coreografia di Silvia Traversi

Scheda completa

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Le affascinanti e caleidoscopiche pagine pianistiche
di Debussy vestono di suoni i sogni
della piccola Pepita, che vuole fare la ballerina
ma senza quelle scarpette che imprigionano
i piedi. Vuole diventare una ballerina
“cosmica”, dondolarsi a testa in giù da una
stella e sollevarsi in volo appesa ad una nuvola.
Saranno gli elementi della natura come
la pioggia, il sole, il fuoco e le onde a venirle
in aiuto per realizzare il suo desiderio. Lo
spettacolo è tratto dall’omonimo racconto di
Linda Ferri.
La musica
Danse, Sérénade interrompue, Arabesques n.1 e n.2, Le vent dans la plaine, Clair de lune, Doctor Gradus ad Parnassum, L’isle joyeuse, Bruyères, Toccata, Feux d’artifice, Rêverie
I brani di Claude Debussy eseguiti dal vivo nel corso dello spettacolo sono pagine pianistiche di grande suggestione, capaci di trasmetterci con il linguaggio delle note immagini e suoni della natura. Così scrive lo stesso Debussy a proposito della musica: “Chi svelerà il mistero della composizione musicale? Il suono del mare, la curva dell’orizzonte, il vento tra le foglie e il grido di un uccello suscitano in noi impressioni complesse. Poi, improvvisamente, una di queste impressioni riaffiora per esprimersi nel linguaggio della musica. Porta dentro di sé la propria armonia. Desidero cantare le mie visioni interiori col candore del fanciullo”. Musicista della bellezza e dell’eleganza, Claude Debussy (1862-1918) incarna perfettamente il mondo della Parigi tra la fine dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale: la sua musica è l’esatto corrispettivo della raffinatissima pittura degli impressionisti e dei simbolisti, dei versi di poeti come Baudelaire e Verlaine e dello stile liberty. Di modeste origini, Debussy studiò pianoforte con una allieva di Chopin e dopo il diploma iniziò a dare lezioni in facoltose famiglie della capitale. Ed è proprio col pianoforte che Debussy compie la sua grande rivoluzione musicale: al pubblico abituato alle strabilianti acrobazie tecniche dei pianisti più in voga fa invece scoprire le infinite possibilità timbriche dello strumento, fino a quel momento inesplorate. Nella sua musica prendono forma elementi ‘estranei’ alla musica, che fanno riferimento alla natura, ai sentimenti e agli stati d’animo. Tra le pagine più celebri ricordiamo le due Arabesques (1888), la Suite Bergamasque (1890), Estampes (1903), L’isle joyeuse (1904), Children’s Corner (1907), le raccolte dei Préludes (1909-1913) e delle Images (1901-1907). Molto interessanti anche le opere sinfoniche, come Prélude à l’après-midi d’un faune, Nocturnes o La mer, dove l’orchestra diventa duttilissima per insinuarsi in tutte le pieghe dell’immaginazione.
La storia
Lo spettacolo della Ballerina cosmica è la trasposizione teatrale dell’omonimo libro illustrato di Linda Ferri. Il libro è un racconto poetico che, attraverso l’intreccio di immagini e parole, conduce il lettore alla scoperta di un mondo magico in cui la natura aiuta la protagonista a realizzare il suo grande sogno. Pepita vuole fare la ballerina, ma non una ballerina con le scarpette a punta che le imprigionano i piedi. Pepita vuole diventare una “ballerina cosmica”: danzare liberamente a piedi nudi, dondolarsi a testa in giù da una stella e sollevarsi in volo appesa a una nuvola. Ma non è così facile come credeva: le stelle sono lontane e le nuvole fuggono tra le sue dita…
È solo ascoltando ed entrando in sintonia con gli elementi della natura che la circondano, che Pepita imparerà a danzare liberamente. La natura le insegnerà a slanciarsi veloce e dritta come la pioggia, volteggiare illuminata dal sole, fare salti sempre più alti come l’ardente fuoco, fare giravolte come la sabbia, piegarsi come un albero al soffio del vento, saltare con vigore come l’onda del mare, e aleggiare come il profumo dei fiori. E alla fine, soddisfatta, si riposerà serenamente nel silenzio della neve.
La regia e la coreografia
Le musiche di Debussy e il libro illustrato di Linda Ferri sono stati i punti di partenza, ma anche gli obiettivi per il lavoro di messa in scena. Nello spettacolo musica, danza e narrazione si intrecciano e si fondono creando una sinergia tra i diversi linguaggi artistici. Una pianista accompagna dal vivo una danzatrice e un attore, che con il movimento e le parole raccontano il sogno di Pepita.
Pepita è una figura forte e delicata allo stesso tempo, che non si dà per vinta di fronte alla difficoltà nel raggiungere un obiettivo. Così è la sua danza: energica e dolce.
L’attore racconta la storia e lascia spazio a Pepita che si libera nella ricerca della sua danza cosmica, ma diventa anche parte della danza stessa, contagiato dall’irresistibile forza attrattiva che sprigiona Pepita.
Per rispettare il più possibile la struttura e lo stile essenziale del racconto, si è deciso di realizzare una sorta di “libro teatrale” attraverso sequenze di immagini su uno sfondo nero su cui viene proiettato un video con “azioni pittoriche” che rappresentano gli elementi della natura.
Nelle coreografie ogni singolo movimento ha un suo peso, è necessario, motivato. Non c’è quasi nulla di superfluo o semplicemente riempitivo. Ogni brano ha una coreografia sostanzialmente diversa.
Nella Ballerina cosmica ritroviamo, citate a nostro modo anche nella messa in scena, Isadora Duncan, Pina Bausch, Carolyn Carlson, ma dietro questi nomi si possono ritrovare tutte le danzatrici, e in senso più lato tutti coloro che danzano, che sentono la necessità di esplorare la propria danza, il proprio movimento, in connessione sia con quello che è nell’animo e nel mondo interiore sia con quello che ci circonda: la Natura. Una pulsione che alberga in ciascun essere umano.
La scrittrice Linda Ferri
Scrittrice, sceneggiatrice e illustratrice. Ha pubblicato per Feltrinelli "Incantesimi", "Il tempo che resta", una raccolta di racconti. Per Edizioni e/o “Cecilia”.
I suoi libri per bambini, di cui è anche illustratrice, sono stati tradotti in diverse lingue:
"Cucciolo dei miei sogni” Edizioni e/o
“Tutto il respiro del mondo” Edizioni Lapis
In Francia, presso Les éditions du Sorbier, “Zip le Zèbre” e “Plumes au vent”.
Per il cinema è stata cosceneggiatrice de “La Stanza del figlio” di Nanni Moretti, di “Luce dei miei occhi”e “La vita che vorrei” di Giuseppe Piccioni e di “Anche libero va bene” di Kim Rossi Stuart.
Per il teatro è autrice de “La conversazione”.
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La musica

Danse, Sérénade interrompue, Arabesques n.1 e n.2, Le vent dans la plaine, Clair de lune, Doctor Gradus ad Parnassum, L’isle joyeuse, Bruyères, Toccata, Feux d’artifice, Rêverie

I brani di Claude Debussy eseguiti dal vivo nel corso dello spettacolo sono pagine pianistiche di grande suggestione, capaci di trasmetterci con il linguaggio delle note immagini e suoni della natura.
Così scrive lo stesso Debussy a proposito della musica: “Chi svelerà il mistero della composizione musicale?
Il suono del mare, la curva dell’orizzonte, il vento tra le foglie e il grido di un uccello suscitano in noi impressioni complesse. Poi, improvvisamente, una di queste impressioni riaffiora per esprimersi nel linguaggio della musica. Porta dentro di sé la propria armonia. Desidero cantare le mie visioni interiori col candore del fanciullo”. Musicista della bellezza e dell’eleganza, Claude Debussy (1862-1918) incarna perfettamente il mondo della Parigi tra la fine dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale: la sua musica è l’esatto corrispettivo della raffinatissima pittura degli impressionisti e dei simbolisti, dei versi di poeti come Baudelaire e Verlaine e dello stile liberty. Di modeste origini, Debussy studiò pianoforte con una allieva di Chopin e dopo il diploma iniziò a dare lezioni in facoltose famiglie della capitale. Ed è proprio col pianoforte che Debussy compie la sua grande rivoluzione musicale: al pubblico abituato alle strabilianti acrobazie tecniche dei pianisti più in voga fa invece scoprire le infinite possibilità timbriche dello strumento, fino a quel momento inesplorate. Nella sua musica prendono forma elementi ‘estranei’ alla musica, che fanno riferimento alla natura, ai sentimenti e agli stati d’animo.
Tra le pagine più celebri ricordiamo le due Arabesques (1888), la Suite Bergamasque (1890), Estampes (1903), L’isle joyeuse (1904), Children’s Corner (1907), le raccolte dei Préludes (1909-1913) e delle Images (1901-1907).
Molto interessanti anche le opere sinfoniche, come Prélude à l’après-midi d’un faune, Nocturnes o La mer, dove l’orchestra diventa duttilissima per insinuarsi in tutte le pieghe dell’immaginazione.

La storia
Lo spettacolo della Ballerina cosmica è la trasposizione teatrale dell’omonimo libro illustrato di Linda Ferri. Il libro è un racconto poetico che, attraverso l’intreccio di immagini e parole, conduce il lettore alla scoperta di un mondo magico in cui la natura aiuta la protagonista a realizzare il suo grande sogno. Pepita vuole fare la ballerina, ma non una ballerina con le scarpette a punta che le imprigionano i piedi. Pepita vuole diventare una “ballerina cosmica”: danzare liberamente a piedi nudi, dondolarsi a testa in giù da una stella e sollevarsi in volo appesa a una nuvola. Ma non è così facile come credeva: le stelle sono lontane e le nuvole fuggono tra le sue dita…È solo ascoltando ed entrando in sintonia con gli elementi della natura che la circondano, che Pepita imparerà a danzare liberamente. La natura le insegnerà a slanciarsi veloce e dritta come la pioggia, volteggiare illuminata dal sole, fare salti sempre più alti come l’ardente fuoco, fare giravolte come la sabbia, piegarsi come un albero al soffio del vento, saltare con vigore come l’onda del mare, e aleggiare come il profumo dei fiori. E alla fine, soddisfatta, si riposerà serenamente nel silenzio della neve.

La regia e la coreografia
Le musiche di Debussy e il libro illustrato di Linda Ferri sono stati i punti di partenza, ma anche gli obiettivi per il lavoro di messa in scena. Nello spettacolo musica, danza e narrazione si intrecciano e si fondono creando una sinergia tra i diversi linguaggi artistici. Una pianista accompagna dal vivo una danzatrice e un attore, che con il movimento e le parole raccontano il sogno di Pepita.Pepita è una figura forte e delicata allo stesso tempo, che non si dà per vinta di fronte alla difficoltà nel raggiungere un obiettivo.
Così è la sua danza: energica e dolce. L’attore racconta la storia e lascia spazio a Pepita che si libera nella ricerca della sua danza cosmica, ma diventa anche parte della danza stessa, contagiato dall’irresistibile forza attrattiva che sprigiona Pepita.
Per rispettare il più possibile la struttura e lo stile essenziale del racconto, si è deciso di realizzare una sorta di “libro teatrale” attraverso sequenze di immagini su uno sfondo nero su cui viene proiettato un video con “azioni pittoriche” che rappresentano gli elementi della natura. Nelle coreografie ogni singolo movimento ha un suo peso, è necessario, motivato. Non c’è quasi nulla di superfluo o semplicemente riempitivo. Ogni brano ha una coreografia sostanzialmente diversa.Nella Ballerina cosmica ritroviamo, citate a nostro modo anche nella messa in scena, Isadora Duncan, Pina Bausch, Carolyn Carlson, ma dietro questi nomi si possono ritrovare tutte le danzatrici, e in senso più lato tutti coloro che danzano, che sentono la necessità di esplorare la propria danza, il proprio movimento, in connessione sia con quello che è nell’animo e nel mondo interiore sia con quello che ci circonda: la Natura. Una pulsione che alberga in ciascun essere umano.

La scrittrice Linda Ferri
Scrittrice, sceneggiatrice e illustratrice.
Ha pubblicato per Feltrinelli "Incantesimi", "Il tempo che resta", una raccolta di racconti. Per Edizioni e/o “Cecilia”.I suoi libri per bambini, di cui è anche illustratrice, sono stati tradotti in diverse lingue:"Cucciolo dei miei sogni” Edizioni e/o “Tutto il respiro del mondo” Edizioni LapisIn Francia, presso Les éditions du Sorbier, “Zip le Zèbre” e “Plumes au vent”.Per il cinema è stata cosceneggiatrice de “La Stanza del figlio” di Nanni Moretti, di “Luce dei miei occhi”e “La vita che vorrei” di Giuseppe Piccioni e di “Anche libero va bene” di Kim Rossi Stuart.Per il teatro è autrice de “La conversazione”.



Spettacolo già rappresentato presso:

Teatro Testoni Ragazzi, Sala A - 2014
Centre Culturel Municipal Jean Moulin, Limoges - Francia - 2014
Polka Theatre, Londra - UK - 2015
Teatro Testoni Ragazzi, Sala A - 2016
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